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SOCIAL SKILL TRAINING PER IL RITIRO SOCIALE

SOCIAL SKILL TRAINING PER IL RITIRO SOCIALE

 

 

LE DIFFICOLTA’ INTERPERSONALI

 

Costruire e mantenere legami con gli altri costituisce una delle abilità fondamentali e distintive alla base del comportamento umano. Ogni individuo è infatti chiamato ad aderire nel corso della sua vita ad un complesso scambio interattivo, che esordisce a partire dalle relazioni precoci con le figure genitoriali, prosegue nel gruppo dei pari sino a raggiungere la piena maturazione in età adulta. L’insieme delle esperienze interpersonali rappresenta l’occasione fondamentale in cui l’individuo raffina e potenzia il corredo delle abilità necessarie per entrare in contatto con l’altro. La linearità di tale percorso può per diverse ragioni essere compromessa e alterata da condizioni ambientali sfavorevoli, che ne arrestano il normale sviluppo. Già dalla prima infanzia possono, infatti, presentarsi atteggiamenti e condotte contraddistinti da estrema timidezza e riluttanza a partecipare alla vita di gruppo. Il quadro diviene poi più preoccupante e grave allorché l’individuo, a seguito del ripetersi di situazioni negative, cronicizza nel tempo strategie interpersonali disadattive e distanti dal comune modo di agire e sentire. In tale prospettiva, con la nozione di Disturbi d’ansia sociale si circoscrive, in ambito psicopatologico, un complesso di manifestazioni il cui nucleo problematico è costituito dalla compromissione della capacità di istituire e mantenere relazioni, da vissuti di inadeguatezza e dalla tendenza a sperimentare emozioni di ansia, di imbarazzo e di vergogna nel confronto con l‘altro. La paura del giudizio e il rischio di disattendere le aspettative altrui costituiscono il presupposto di una serie di comportamenti protettivi tesi ad evitare le conseguenze negative previste. Se sul piano comportamentale la manifestazione più critica e invalidante è il ritiro sociale, il suo corrispettivo psicologico è uno stato mentale di non appartenenza e di estraneità, segnato da una dolorosa esperienza di diversità e di distacco, che relega l’individuo in una condizione di esilio permanente dalle relazioni (Procacci, Semerari, 1998; Procacci, Popolo, Marsigli, 2011).

 

La recente letteratura scientifica (Dimaggio, Procacci, Semerari, 1999; Dimaggio, Semerari, 2003; Pellecchia, Procacci, Colle, 2013) evidenzia come alla base del disagio sociale vi siano difficoltà in almeno tre differenti ambiti:

 

Emozioni: una scarsa conoscenza delle emozioni e delle sue caratteristiche espressive, biologiche e sociali rende l’individuo spesso opaco e confuso rispetto alle sensazioni interne che sperimenta nelle situazioni problematiche, il che favorisce reazioni disadattive (ad esempio l’evitamento della situazione temuta) e impedisce la gestione dell’emozione stessa.

 

Metacognizione: la metacognizione è definita come l’abilità che consente ad un individuo di riflettere sui propri pensieri ed emozioni e su quelli altrui, e di capire i nessi causali alla base dei comportamenti. Le difficoltà nel comprendere le ragioni delle nostre condotte, così come del loro ripetersi, rappresentano uno dei principali fattori responsabili del mantenimento dei problemi interpersonali.

 

Competenza interpersonale: stare insieme con gli altri, sentirsi ad essi legati e connessi, richiede una serie di competenze e di abilità pratiche in grado di avviare e sostenere in maniera proficua lo scambio interpersonale. La carenza di tali risorse è, pertanto, uno dei fattori che maggiormente influisce in maniera negativa sulla possibilità di entrare in contatto e di mantenere con l’altro quel necessario grado di prossimità emotiva e cognitiva che è alla base dell’interazione tra gli individui.

 

 

 

IL TRAINING DI ABILITA’ SOCIALE

 

Tenendo conto delle tre aree precedentemente descritte, il trattamento proposto da L. Colle, G. Pellecchia e F. Moroni ha l’obiettivo di fornire, sviluppare e potenziare le abilità interpersonali.

 

A tal fine, abbiamo predisposto un intervento di gruppo strutturato in 4 moduli:

 

  • mindfulness
  • regolazione emotiva
  • metacognizione
  • competenze interpersonali

 

 

Regolazione emotiva

 

Il modulo intende sviluppare la conoscenza e il riconoscimento delle emozioni in pazienti spesso molto opachi rispetto alle proprie emozioni ed incapaci di interpretare correttamente le emozioni altrui. Particolare attenzione è data ai marker somatici (espressioni facciali, postura, prosodia, gestualità) che caratterizzano le emozioni, ai pensieri e ai correlati comportamentali che spesso si accompagnano agli stati emotivi. La seconda parte del modulo è dedicata invece all’esplorazione e all’applicazione in gruppo di alcune tecniche volte ad abbassare l’intensità delle emozioni negative e ad aumentare i momenti di benessere o piacevolezza.

 

 

Competenza interpersonale

 

Il modulo intende esplorare e fornire occasioni di applicazione di diverse abilità sociali fortemente compromesse nei pazienti con grave ritiro sociale. In particolare, viene affrontato il tema della condivisione, esplorando i diversi livelli di condivisioni possibili durante un’interazione (dalla condivisione di scopi alla condivisione di confidenze) e l’effetto che questi gradienti di vicinanza determinano negli agenti implicati nello scambio. Vengono poi fornite occasioni per esercitare il senso di condivisione all’interno del gruppo e spunti per esercitazioni a casa. In seguito, come in altri protocolli SST, si esaminano diversi casi di situazioni socialmente difficili o conflittuali, in cui gli scopi personali dell’individuo confliggono con gli scopi interpersonali. Durante i momenti didattici vengono proposte diverse strategie di gestione della relazione con l’altro, come rifiutare in modo adeguato le richieste dell’altro, di assecondarle mantenendo il proprio punto di vista in modo accettabile o di formulare efficacemente una richiesta o controproposta. In ultimo, il modulo si propone di spiegare e di insegnare a riconoscere e ad interrompere alcuni cicli interpersonali tipici del ritiro sociale. Attraverso simulazioni in gruppo e presentazioni guidate di prototipiche interazioni disfunzionali, si intende far esperire e comprendere ai pazienti gli effetti involontari delle loro aspettative relazionali e fornire loro alcuni strumenti cognitivi e comportamentali per modificare efficacemente i loro schemi interpersonali.

 

Metacognizione

 

Il modulo intende migliorare la capacità di ragionare sugli stati mentali propri ed altrui attraverso una maggiore conoscenza delle diverse funzioni metacognitive e della loro importanza nel nostro vivere quotidiano. Il modulo include perciò materiale video e occasioni di simulazione in gruppo che aiutino a riconoscere esempi di buon e mal funzionamento metacognitivo in diverse situazioni sociali, promuovendo la riflessione in gruppo sugli effetti relazionali di queste abilità. Parallelamente, diverse esercitazioni guidate, sia di gruppo, sia individuali, vengono proposte al fine di mettere in pratica, in modo graduale e contestualizzato, le diverse abilità metacognitive.

 

 

COME E’ ORGANIZZATO IL SOCIAL SKILL TRAINING

 

2 terapeuti conducono il gruppo.

E’ previsto 1 incontro settimanale della durata di 1,5 ore.

Durata complessiva: 6mesi

 

 

 

 

 

Per informazioni contattare:

 

Dr. Giovanni Pellecchia: giovanni.pellecchia@gmail.com

 

Dr. Fabio Moroni:

moroni.f@gmail.com

 

Dr. Michele Procacci

procacci.michele@gmail.com

 

 

Tel: 06-44233878