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Perché vedere “INSIDE OUT”?

di Camilla Barba   L’importanza di accettare le emozioni “negative”. Ci sono numerose ragioni per cui vale la pena andare al cinema e vedere questo film. Il film non è rivolto soltanto ai piccini, ma soprattutto agli adulti; in particolare ai genitori, i quali possono apprendere un modo nuovo di approcciarsi ai vissuti emotivi dei loro figli. Il film è ambientato nella mente di una ragazzina di 11 anni, Riley ed i protagonisti sono le emozioni da lei provate, felicità, rabbia, paura, tristezza e disgusto; non più concetti astratti, ma personaggi con personalità coloratissime e ben definite. Il film descrive la funzione delle singole emozioni. Ogni emozioni, infatti, assolve...

L’attenzione selettiva per i volti arrabbiati nella fobia sociale

di Carla Lo Giudice L’attenzione selettiva alla minaccia, tipica delle persone con un disturbo d’ansia, è stata ed è ad oggi oggetto di ricerca. Alcuni modelli dell’ansia propongono che l’attenzione, in una situazione ansiogena, possa essere diretta inizialmente ai segnali di minaccia ma che non venga mantenuta su questi nel tempo; dopo una focalizzazione iniziale sulla minaccia i soggetti ansiosi mostrerebbero un successivo evitamento dello stimolo ansiogeno, evitamento che potrebbe riflettere un tentativo di alleviare uno stato d’ansia provocato dall’orientamento iniziale al segnale di minaccia. Con l’obiettivo di indagare se gli individui con fobia sociale mostrino un’attenzione selettiva verso i segnali di minaccia o tendano ad allontanare l’attenzione da...

Empatia e ansia sociale: la capacità di mettersi “nei panni degli altri”

di Carla Lo Giudice Chi ha familiarità con l’ansia sociale sa quanto possa essere difficile un’interazione sociale per le persone che soffrono di questo disturbo. Situazioni quotidiane che possono sembrare semplici alla maggior parte delle persone, come partecipare ad una cena o ad una festa, possono essere accompagnate da sintomi intensi come tremori, tachicardia, sudorazione se legati ad uno stato d’ansia. Oltre ai sintomi fisici, le situazioni sociali sembrano inoltre provocare, in chi soffre di ansia sociale, disagio e confusione. Comunemente la fobia sociale è associata alla paura del giudizio degli altri. Ma, è possibile che le persone socialmente ansiose siano inoltre troppo sensibili alle reazioni degli altri e...

Ansia e ritiro sociale nella Psoriasi

di Geltrude Muglia Negli ultimi anni numerosi studi in ambito psicosomatico hanno incluso l’ansia sociale tra i disturbi secondari osservati più frequentemente nella psoriasi, una patologia infiammatoria cronica immunomediata e iperproliferativa della pelle che colpisce approssimativamente il 2% della popolazione, si presenta con manifestazioni cliniche molto variabili ed è spesso associata a comorbilità significative che compromettono gravemente la qualità della vita dei pazienti. L’impatto psicologico e sociale della malattia è particolarmente rilevante a causa della visibilità delle lesioni cutanee. I pazienti psoriasici provano spesso imbarazzo per il loro aspetto e temono di suscitare reazioni di disgusto e avversione, soprattutto nelle situazioni in cui la loro pelle è maggiormente visibile...

Uno studio sulla consapevolezza emotiva

di Mario Valente Secondo Millon (1981), gli individui con Disturbo Evitante di Personalità (DEP) mostrano scarsa tolleranza per i sentimenti dolorosi legati alla percezione di inadeguatezza e di autostima negativa; l’evitamento interpersonale si propone quindi come una strategia comportamentale attraverso la quale il soggetto si protegge da un reale o immaginario dolore psichico. Tale strategie alla lunga può però pervadere ogni aspetto della vita emotiva del soggetto producendo due estremi che vanno da un’esperienza emotiva confusionaria alla repressione di tutti i sentimenti, compresi quelli positivi. Allo stesso modo, McCullough, Kuhn, Andrews, Kaplan, Wolf & Hurley (2003) suggeriscono che i pazienti con DEP sono affetti da una “fobia” verso eventuali...

La self-compassion e il disturbo di Ansia Sociale

di Daniela Coda In seguito ad un fallimento o un errore in contesti interpersonali, la maggior parte delle persone indugia in rimproveri verso di sé, specialmente quando si sente giudicata. Le persone con disturbi di ansia sociale (DAS) mostrano una preoccupazione costante della valutazione della propria performance da parte degli altri e livelli particolarmente elevati di autocriticismo. Come suggeriscono diversi modelli cognitivi, il timore delle situazioni sociali, il loro evitamento e la paura della valutazione negativa sono caratteristiche fondamentali del disturbo. Assumere un atteggiamento di gentilezza, premura e comprensione verso se stessi (self-compassion o auto-compassione) e riconoscere che commettere errori o provare diverse difficoltà fa parte dell’esperienza umana condivisa,...

Disturbo d’ansia Sociale e Balbuzie: correlazioni ed implicazioni per il trattamento.

di Camilla Barba Il Disturbo d’ansia sociale (o fobia sociale) è un disturbo caratterizzato da paura forte ed intensa delle situazioni in cui è prevista una performance, cioè situazioni in cui l’osservazione e il giudizio da parte degli altri potrebbe verificarsi. Le circostanze temute potrebbero comprendere: parlare in pubblico, incontrare persone nuove, o parlare con persone che rappresentano l’autorità. I sintomi fisici associati a tali disturbi includono: arrossire, tremori, sudore e tendenza a bloccarsi durante un discorso. L’esposizione alle situazioni temute è spesso accompagnata da ansia anticipatoria ed evitamento. La Balbuzie è un disturbo del linguaggio caratterizzato da un disordine del ritmo della parola nel quale il paziente sa...

Sviluppo dell’evitamento sociale in adolescenza: il ruolo dell’ansia sociale e della cognizione

di Anna Borrelli La fobia sociale è un disturbo molto diffuso che esordisce principalmente nell’adolescenza e talvolta emerge da una storia infantile di inibizione.Lo studio in oggetto condotto da Anne C. Miers e pubblicato su Journal of AnxietyDisorderssuggerisce in realtà che l’esordio del disturbo sia almeno in parte attribuibile all’aumento dell’evitamento delle situazioni sociali ansiogene durante l’adolescenza, che rappresenta un periodo ricco di cambiamenti non sempre facile da gestire. Infatti alla lunga l’evitamento delle situazioni sociali limita le numerose opportunità dell’adolescente di iniziare e mantenere relazioni sociali, incidendo in maniera significativa sulla costruzione di competenze sociali adeguate, favorisce un aumento dell’ abbandono scolastico e accademico e predispone all’insorgenza del...

Fobia sociale e Disturbo Evitante di Personalità: simili ma differenti?

di Giulia Brescia Il Disturbo Evitante di Personalità (DEP) è considerato come una grave variante della fobia sociale (FS), coerentemente col modello dimensionale. Tuttavia, queste conclusioni sono in gran parte emerse da studi basati su un campione di individui con Fobia Sociale, con o senza comorbilità col Disturbo Evitante di Personalità. Questo studio ha ipotizzato la presenza di differenze qualitative tra Disturbo Evitante di Personalità e Fobia Sociale. Gli autori hanno cercato di verificare questa ipotesi confrontando tre gruppi- Fobia sociale (FS), Disturbo Evitante di Personalità (DEP) e, Fobia Sociale in comorbilità con il Disturbo Evitante di Personalità (FS+ DEP)- utilizzando dati estratti da un campione epidemiologico di 10.641...