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Correlati neurali dell’ansia anticipatoria nel Disturbo Evitante di Personalità

Correlati neurali dell’ansia anticipatoria nel Disturbo Evitante di Personalità

 

Per anni lasciato in ombra e alla periferia degli interessi della ricerca psicologica in ambito clinico, il disturbo evitante di personalità (DEP) trova un nuovo e vigoroso rilancio negli studi degli ultimi 10 anni, che ne esaminano estesamente le caratteristiche distintive sia rispetto ad altri disturbi di personalità, sia rispetto a quelli di ansia sociale, le cui manifestazioni appaiono sovrapponibili al punto da rendere incerto il confine diagnostico con il DEP.

 

In tale prospettiva, l’interesse della letteratura scientifica ha privilegiato l’esame di molteplici aspetti e domini, tra i quali bias cognitivi e attentivi, strategie di coping, capacità metacognitive, comorbilità con altri disturbi, funzionamento generale, quality of life, ecc.

 

Ad essi si aggiunge il tentativo attuale delle neuroscienze di identificare i correlati neurobiologici e i meccanismi neurali coinvolti nella regolazione emotiva nel DEP.

 

Il dato emerso dallo studio di Denny e colleghi (2015), condotto attraverso l’utilizzo di neuroimaging funzionale, mostra come un ruolo centrale nella ipertrofia della risposta ansiosa agli stimoli sociali nel DEP sia riconducibile ad una elevata reattività dell’amigdala sia nella fase che precede lo stimolo che in quella di vera e propria esposizione.

 

A tal fine, gli autori hanno predisposto un task sperimentale mediante il quale misurare le diverse reazioni dinanzi allo stimolo sociale negativo. Ai soggetti dell’esperimento si fornisce una istruzione relativa al comportamento da adottare nei confronti dello stimolo presentato visivamente. La sequenza si articola in 5 passi: ascolto di una istruzione audio registrata (‘Guarda l’immagine’ o ‘Assumi distanza critica dall’immagine’), intervallo di 1-3 secondi, comparsa dello stimolo, valutazione dell’intensità emotiva sperimentata ed infine indicazione del grado di distacco rispetto allo stimolo.

Ad ogni soggetto è stato, inoltre, somministrato un questionario di valutazione dell’ansia di stato e di tratto.

 

I risultati dello studio suggeriscono come i pazienti con diagnosi di DEP presentino, in fase di valutazione anticipatoria (reappraisal anticipation) dello stimolo negativo sociale, una più alta attività bilaterale dell’amigdala rispetto al gruppo di controllo dei soggetti sani.Tale osservazione si ripete nella fase di esposizione allo stimolo negativo, sebbene l’iperattività dell’amigdala appare più intensa nella regione destra. Nel primo caso il livello di attivazione dell’amigdala correla significativamente con l’ansia di tratto, mentre nel secondo caso correla con quella di stato.

 

Non vi sono, invece, differenze tra il gruppo dei DEP e il campione di controllo nell’atteggiamento di distanza critica (cognitive reappraisal) verso lo stimolo negativo. Più in dettaglio, l’attività delle aree prefrontali coinvolte nella regolazione cognitiva delle emozioni presenta profili del tutto simili a quelli dei soggetti sani.

 

Le ricadute sul piano clinico appaiono di estremo interesse. Se l’intervento farmacologico si configura come un’azione importante e necessaria nei casi di maggiore intensità emotiva, l’adozione di tecniche terapeutiche in grado di favorire la down-regulation degli stati d’ansia rappresenta un atto decisivo nella modulazione dell’allarme anticipatorio tipico del vissuto emotivo dei pazienti con DEP.

 

Va ad ogni modo sottolineata l’esiguità del campione dell’esperimento (17 pazienti con DEP e 21 soggetti di controllo), che necessariamente impone un atteggiamento di cautela e riserva nei confronti dei dati emersi, che risultano tuttavia promettenti e rilevanti per il futuro avanzamento degli studi sui correlati neurali e sulla regolazione dell’assetto emotivo nel DEP.

 

 

 

 

 

Bibliografia

 

Denny, B. T., Fan, J., Liu, X., Ochsner, K. N., Guerreri, S., Mayson, S. J., Rimsky, L., McMaster, A., New, A. S., Goodmanm, M., Siever, L. J., Koenigsberg, H. W. (2015). Elevated amygdala activity during reappraisal anticipation predicts anxiety in avoidant personality disorder. Journal of Affective Disorders, 172, 1-7.